Visita Tuttoperlamamma.it Crescere due gemelli: gennaio 2013

Prodotti Delarom Paris

Prodotti Delarom Paris. Oggi, vi parlerò dei prodotti Delarom Paris, perchè credo che, per una mamma e  donna , sia importante prendersi cura di sè e della propria pelle.
Insomma sentirsi vive e in forma.
La Delarom  e la sua storia:è ' legata a Christine Benet, appassionata di aromaterapia, la porta a dedicarsi negli ultimi trent'anni al mondo della cosmesi dando importanza ad aromi e olii essenziali.

I prodotti Delarom per il viso e il corpo,usano  profumazioni delicate come: arancio,sesamo,albicocca,lavanda.
 Profumazioni naturali credo che questo  sia molto importante.
Gli olii essenziali impiegati da Delarom, derivano da piante del bacino mediterraneo.

I loro prodoti rendono la pelle luminosa e bella. Quello che in fondo ogni donna desidera.....

Tra i prodotti di Delarom, potete trovare:
- Trattameni per il viso: detergenti, struccanti, maschere, olii essenziali.
- Idratanti per il corpo, rivitalizzanti per la pelle, anti età e prodotti per pelli giovani.
- Gel doccia e shampoo, per rilassarsi tra dolci profumazioni.
- Colonie e acque profumate da spruzzare sul nostro corpo.

Qui di seguito vi parlerò invece, dei prodotti che mi hanno inviato.

-Latte corpo all'arancia per idratare la pelle,  piedi e gambe. Ha un rapido assorbimento e lascia un gradevole e delicato profumo sulla pelle.
-Crema rivitalizzante, con proprietà rassodanti e tonificanti . Per donare alla nostra pelle un aspetto giovanile e luminoso. Ha veramente un buonissimo profumo.



- Maschera esfoliante per il viso: elimina dalla pelle le impurità e le cellule morte, e dona un aspetto liscio e vellutato.



- Crema all'aloe vera. Ha un effetto idratante, adatta in particolar modo, se si ha una pelle predisposta a rossori cutanei. Lenisce gli arrossamenti e dona alla pelle una buona idratazione.


Se avete bisogno di qualche prodotto, non vi resta che visitare il sito: www.delarom.it




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Disturbo del tunnel carpale in gravidanza:sintomi e cure



La gravidanza comporta anche disturbi più o meno presenti in questo periodo, dove in 9 mesi vi troverete ad affrontare diversi fastidi.

In questo post vi voglio parare de disturbo del tunnel carpale che magari, non mettereste in relazione alla gravidanza, ma ne è la responsabile, soprattutto se non ne avete mai sofferto.


Il disturbo del tunnel carpale in gravidanza si presenta in alcune gravidanze e non in tutte fortunatamente.

Ma partiamo da un concetto di base.




Cos'è il tunnel carpale?

 Il tunnel carpale è un disturbo della mano che colpisce le donne fra i 40 e 60 anni. E' dato dalla compressione del nervo mediano, che dall'ascella attraversa il braccio e arriva alle prime tre dita della mano.Nel polso, passa all' interno di un canale "tunnel carpale".
Questo disturbo, può comparire in gravidanza, dato dalle variazioni ormonali.
Le variazioni ormonali, provocano il rigonfiamento dei tessuti che possono riguardare anche alcuni tessuti che passano attraverso il tunnel carpale.
La riduzione dello spazio all'interno  determina la "sofferenza" del nervo mediano.
Generalmente questo disturbo si presenta tra il terzo e il sesto mese di gravidanza.

Cure consigliate per il tunnel carpale:

- riposo della mano, con l'uso di un tutore;
- fisioterapia;


I sintomi del tunnel carpale sono:

  •  formicolio delle prime 3 o 4 dita
  •  gonfiore e sensazione di intorpidimento questi disturbi, si verificano soprattutto la notte e il mattino.

Per accertare che si tratta di tunnel carpale  vi sono due test:

  • di Pahlen stendere il polso per un minuto, dopodichè, sentiamo un formicolio.

  •  di Tinel uno specialista, percuote con un martelletto la parte anteriore del polso , questo " tocco", in caso di tunnel carpale, provoca una "scossa" lungo il nervo.

Come ultimo esame, è prevista anche la elletromiografia.

Voi avete mai sofferto in gravidanza di tunnel carpale?



 
Diasturbo del tunnel carpale in gravidanza sintomi e cure Recensita da UBERTI DEBORA il 30 gennaio . Come si manifesta il tunnel carpale in gravidanza Come si cura e come si manifesta il tunnel carpale in gravidanza Voto: 4,5
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Raccolta e conservazione delle staminali: ecco come avviene


Raccolta e conservazione delle staminali cordonali: ecco come avviene

 

A cura di: Ufficio Stampa Sorgente

 

 

Conservazione cellule staminali: che cos'è? come avviene? Poche semplici informazioni sono la base da cui partire per avere le idee chiare in merito. Le cellule staminali del cordone ombelicale sono ad oggi impiegate nel trattamento di 80 patologie1. Un patrimonio biologico che alla nascita del nostro bambino possiamo decidere di donare attraverso il servizio pubblico oppure di conservare in una banca privata, che ci garantisce di avere il campione sempre a disposizione in caso di futura necessità. Le cellule staminali del cordone ombelicale possono mantenere, grazie alla crioconservazione, vitalità e capacità differenziative e proliferative per oltre 20 anni2,3. La raccolta del campione avviene alla nascita del bambino: si tratta di una procedura assolutamente sicura e indolore sia per la madre che per il neonato: attraverso un ago di grosso calibro il personale ostetrico preleva il sangue cordonale dalla vena ombelicale. Il campione, conservato in una sacca ematica e miscelato a una sostanza che ne impedisce la coagulazione, viene poi analizzato in modo da valutare cellularità, volume, presenza di contaminanti o batteri che ne comprometterebbero la buona conservazione. Si procede poi alla eliminazione del plasma, in alcuni casi anche dei globuli rossi, - e alla miscelazione del campione con un agente crioprotettivo che impedirà la formazione di ghiaccio all'interno dei biocontainers. I biocontainers sono i contenitori adibiti alla conservazione delle cellule così raccolte e vengono portati e mantenuti costantemente alla temperatura di -196°C grazie all'azione di azoto liquido o aeriforme. Qualsiasi variazione di temperatura viene tempestivamente segnalata da appositi sensori, in modo da garantire il costante "congelamento" del campione e dunque una ottimale conservazione. Una ulteriore precauzione prevede che una riserva di azoto venga sempre tenuta pronta all'utilizzo, in modo da intervenire in casi di anomalie, guasti o blackout. La banca che prende in carico il campione si occuperà quindi della sua ottimale conservazione e lo manterrà nelle condizioni ideali per un futuro utilizzo da parte del donatore stesso o dei suoi familiari.

 

Per maggiori informazioni: http://www.sorgente.com

 

 

Note

 

1 Per l'elenco delle patologie clicca qui

2 Broxmeyer, H.E., et al., Hematopoietic stem/progenitor cells, generation of induced pluripotent stem cells, and isolation of endothelial progenitors from 21- to 23.5-year cryopreserved cord blood. Blood. 117(18): p. 4773-7.

3 Broxmeyer, H.E., Cord blood hematopoietic stem cell transplantation in StemBook, T.S.C.R. Community, Editor. May 26, 2010.
Raccolta e conservazione delle staminali, ecco come avviene Recensita da UBERTI DEBORA il 30 gennaio . Come avviene la raccolta delle cellule staminali Come vengono raccolte e conservate le cellule staminali Voto: 4,5
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Lettera di una mamma: come scelgo la banca del cordone?

Questo secondo post è la testimonianza di una mamma,come scelgo la banca del cordone?
Alla nascita del suo bambino, decide di conservare le cellule staminali del cordone ombelicale.
Come scelgo la banca del cordone?
Ecco il seguito, poi naturalmente sono scelte molto intime e private, ed ognuno, decide di condividerle o meno.




Conservare il cordone ombelicale: come scelgo la banca del cordone? Lettera da una mamma
Ne abbiamo parlato tanto, io e mio marito. Abbiamo sciolto ogni dubbio, posto ogni possibile domanda, letto tutto quello che bisogna leggere sull'argomento. Poi abbiamo deciso: alla nascita del nostro piccolo conserveremo le cellule staminali del cordone ombelicale. E adesso? A chi ci affidiamo? Dopo tutte le ricerche svolte "banca cordone ombelicale" sono le parole che ho letto più spesso nell'ultima settimana, mi fluttuano davanti agli occhi, insieme alla miriade di informazioni raccolte. Fermi tutti: urge orientarsi nel labirinto delle offerte. Facciamo un po' di chiarezza. Le biobanche per la conservazione del cordone ombelicale sono tante, ma non c'è uno standard del servizio, ogni struttura è diversa in questo senso. Meglio allora scegliere quella con il maggior numero di campioni conservati e con alle spalle il maggior numero di trapianti effettuati: questi numeri saranno certamente un indice di capacità ed esperienza.
Tra le varie possibilità, preferisco gli enti certificati GMP: la Good Manufacturing Practice è una certificazione riconosciuta a livello internazionale che vincola al rispetto delle migliori procedure per garantire la qualità nel prelievo e nella conservazione del campione. Anche il comitato scientifico è importante: controllare il numero e la qualità delle pubblicazioni firmate dai suoi membri mi aiuterà di certo a farmi un'idea sulla loro autorevolezza e preparazione.
Passiamo ora ai servizi offerti: punti in più vanno certamente a quelle strutture che mi offrono la migliore tutela patrimoniale e legale. Scelgo contratti redatti secondo il diritto italiano, in regola con il nostro sistema fiscale e con le normative europee. E in caso di insolvenze della struttura? Le cellule staminali cordonali crioconservate mantengono vitalità e capacità rigenerative e proliferative per oltre vent'anni1,2: è essenziale quindi garantirsi una tutela per gli anni a venire. Preferisco chi mi offre una copertura assicurativa così, anche in caso di insolvenza della biobanca, la conservazione del campione è garantita. Oggi, in Italia, è solo Sorgente ad offrire questo genere di assicurazione. Infine, niente orari di ufficio: scelgo di avere un servizio ventiquattro ore su ventiquattro sette giorni su sette, un servizio che include anche diritto di recesso e assistenza domiciliare per le pratiche burocratiche, perché io con le scartoffie non ci ho mai saputo fare.
Per me e per il mio bambino voglio il servizio migliore, il più completo, il più affidabile. Conservare il cordone ombelicale è una occasione unica, la raccolta può avvenire solo al momento della nascita. Nessuna seconda possibilità, quindi nessuna seconda scelta.

Per maggiori informazioni: http://www.sorgente.com

Note

1 Broxmeyer HE: Cord blood hematopoietic stem cell transplantation In StemBook Community TSCR, Ed., May 26, 2010
2 Broxmeyer, H. E., M. R. Lee, et al. "Hematopoietic stem/progenitor cells, generation of induced pluripotent stem cells, and isolation of endothelial progenitors from 21- to 23.5-year cryopreserved cord blood." Blood 117(18): 4773-7

Lettera di una mamma come scelgo la banca del cordone Recensita da UBERTI DEBORA il 29 gennaio . Lettera di una mamma come scegliere la banca del cordone Com scegliere la banca del cordone Voto: 4,5
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Cellule staminali definizioni e applicazioni tecniche



Cellule staminali definizioni e applicazioni tecniche. Lo trovo un argomento molto interessante. Come già spiegavo nell'introduzione al mio blog, per argomenti che non posso trattare personalmente, lascio la parola a esperti in materia. Questo è il caso di questo delicato argomento.


Cellule staminali: definizioni e applicazioni cliniche

A cura di: Ufficio Stampa Sorgente


Conservazione cordone ombelicale, staminali embrionali, implicazioni etiche: argomenti che sempre più spesso i media portano all'attenzione dell'opinione pubblica. Non sempre però la gran quantità di informazioni e di dibattiti aiuta a fare chiarezza sui concetti di base, a partire dalla semplice domanda "Che cosa sono le cellule staminali?".
Sono tre le caratteristiche esclusive delle cellule staminali, che le distinguono da qualunque altra cellula del corpo umano: sono cellule indifferenziate, cioè non svolgono una funzione definita, sono in grado di autorinnovarsi, cioè di generare altre cellule staminali, sono infine in grado di differenziarsi, se opportunamente stimolate, dando
origine virtualmente a qualunque tipo di cellula presente in un organismo umano adulto
1.
A seconda della loro capacità di differenziazione le cellule staminali vengono classificate come totipotenti, quando sono in grado di dare origine a qualsiasi tipo di cellula di un individuo, ivi incluse le cellule degli annessi extraembrionali (placenta, per esempio), pluripotenti, che generano qualunque tipo di cellula ad eccezione di quelle dei tessuti extraembrionali, multipotenti, che sono invece in grado di differenziarsi in alcuni tipi di cellule, limitandosi però ad una funzione specifica. Fanno parte di quest'ultimo insieme, ad esempio, le cellule staminali del sangue (ematopoietiche), che originano le cellule della linea ematica.
Un'altra possibile classificazione di questo tipo di cellule prende in esame la loro sede di origine. Si chiamano staminali adulte quelle presenti in ciascun tessuto dell'organismo umano adulto. Le staminali embrionali sono invece cellule pluripotenti che si trovano nell'embrione2. Il processo di raccolta di questo tipo di staminali causa la distruzione dell'embrione che le contiene e proprio per questo motivo la procedura solleva importanti interrogativi etici. Interrogativi cui invece non ha senso sottoporre il terzo ed ultimo tipo di cellule staminali: le cordonali, presenti nel sangue contenuto nel cordone ombelicale. La raccolta di questo tipo di staminali avviene alla nascita del bambino ed è completamente indolore e senza alcuna conseguenza negativa per la mamma e per il nuovo arrivato.
Le cellule staminali, grazie alle loro importanti potenzialità e caratteristiche, sono un patrimonio biologico importante, ad oggi impiegato nel trattamento di ben ottanta diverse patologie3. Uno strumento che il nostro corpo mette a nostra disposizione che è bene conoscere per essere in grado di tutelare la nostra salute e quella dei nostri cari.



Per maggiori informazioni: http://www.sorgente.com Note
1 Thomson, J.A., et al., Embryonic stem cell lines derived from human blastocysts. Science, 1998. 282(5391): p. 1145-7. 2 Menendez, P., et al., Human embryonic stem cells: potential tool for achieving immunotolerance? Stem Cell Rev, 2005. 1(2): p. 151-8.
3 Per l'elenco delle patologie clicca qui 
















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Cellule staminali definizione e applicazioni tecniche Recensita da UBERTI DEBORA il 28 gennaio . Cellule staminali Cosa sono le cellule staminali Voto: 4,5
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Cosa fai di fronte ai capricci?


Partecipo a "Cosa fai di fronte ai capricci?" per http://bambino.donnamoderna.com/capricci/




Tu cosa fai di fronte ai capricci?

Essendo  mamma e per lo più di due gemelle, questo argomento mi riguarda molto da vicino.....
Hanno quattro anni, bionde e due enormi occhi azzurri, due angioletti?
 Quasi, crescono in fretta, ma di certo non smettono di fare i capricci.
Proprio non più tardi della settimana scorsa, con Giada e Elena siamo andati per un week end sulla neve. La adorano, a noi piace e in più, torniamo bambini assieme a loro.
Fra una palla di neve e una discesa in bob, arriva il momento di andare a mangiare. Fin qui tutto bene.
Ci sediamo a tavolino e Elena, che è la più tremenda, incomincia a dire che la tuta da sci  gli fa caldo. Con tutta la pacatezza e la calma di questo mondo, incomincio a spiegargli che posso abbassargli la parte superiore dove ha il maglione, ma non toglierla. Continua un pò a brontolare, ma poi passa. Arriva il momento di ordinare da mangiare e convintissima, ordina un piatto di pasta al pesto, al posto della pizza che ha scelto Giada.
Quando arriva il piatto di pasta, incomincia a piangere e dice di non volere la pasta. Questi sono veri e propri capricci. Gli spieghiamo che ha ordinato la pasta e che ora la deve mangiare. Continua il suo pianto. Allora, per fargli capire che  non può ottenere quello che vuole, gli diciamo che la porzione di pasta che ha appena ordinato, costa soldini e  che guadagnare i soldi costa fatica.  Che se non mangia, invece di uscire a giocare con la neve, dopo andavamo a casa. Non molto convinta e invogliata, incomincia dopo poco a mangiare qualche forchettata. Certo ,non ha finito la pasta, ma comunque sia l'ha mangiata.
Non è facile, far capire certe cose ai bambini, ma credo che fin dall'inizio bisogni cercare di spiegargli, con tono fermo e deciso, che non sempre possono ottenere ciò che vogliono.
E che, un comportamento sbagliato, soprattutto un capriccio, porta a delle conseguenze.
Non sempre si riesce a gestire i capricci dei bambini e soprattutto a ottenere da loro, il comportamento che desideriamo, ma bisogna provarci. Altrimenti, capiscono benissimo che possono fare e comportarsi come vogliono, senza che nessuno gli dica niente.
Cosa fai di fronte ai capricci? Recensita da UBERTI DEBORA il 23 gennaio . I capricci dei bambini Come ti comporti di fronte ai capricci dei bambini Voto: 4,5
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I vaccini obbligatori per il bambino

I vaccini obbligatori per il bambino quali sono?
Dopo la nascita del bambino, l'Asl invia la documentazione dei vaccini, alla quale verrà sottoposto il bambino.
I primi vaccini, si fanno intorno al terzo mese.

Come funziona il vaccino?

Il vaccino, determina la formazione di anticorpi specifici che proteggono il bambino dalla malattia infettiva. In pratica, dopo aver sottoposto il bambino alla vaccinazione, il suo sistema immunitario è pronto a intervenire in caso di contagio. Blocca l'agente infettivo prima che causa danni all'organismo.
Gli "antigeni", sono le parti del vaccino che stimolano la produzione degli anticorpi. Possono essere costituiti dal germe ucciso o da pezzi del germe, che vengono chiamati " vaccini inattivi".
Oppure dal germe vivo, ma innocuo, per cui non può provocare nessuna malattia.


I vaccini  obbligatori per il bambino sono:

- Anti poliomelite

Cos'è la poliomelite?
La poliomelite è causata dal Poliovirus, che può colpire il sistema nervoso.

Il vaccino obbligatorio per la poliomelite, viene chiamato "Salk", e contiene il virus ucciso. Viene somministrato al bambino a 3-5 e tra 11 e 12 mesi. Il richiamo va fatto tra i 5 e i 6 anni.
E' disponibile in due formule: polivalente o combinata.

- Anti-tetanica

Cos'è il tetano?
Il tetano, è una malattia infettiva, che colpisce l'apparato respiratorio. E' provocata dalle spore del batterio "Clostridium Tetani" presente nel terreno.
I sintomi del tetano, sono spasmi e rigidità muscolare. Grazie al vaccino nei Paesi occidentali è una malattia rara.

Il vaccino obbligatorio per il tetano, è disponibile in due formule :
 monovalente o combinato.
Il vaccino contiene le tossine del germe che contiene la malattia. La somministrazione, avviene intramuscolare. Viene somministrata al bambino a 3-5 e tra 11 e 12 mesi. Prevede due richiami: all'età di 6 e 14 anni.

- Anti-difterica

Cos'è la difterite?
La difterite, causa danni seri a livello di reni, cuore e sistema nervoso. E' provocata dal batterio Corynebacterium, che attacca la gola , producendo una pericolosa tossina.

Il vaccino obbligatorio per la difterite è disponibile, in due formule: monovalente o combinato ad altri vaccini.
 Viene somministrato con un'iniezione nella coscia a 3-5 e tra 11 e 12 mesi. Prevede due richiami: a 5-6 anni e tra 11 e 15 anni.

- Anti-epatite B

Cos'è l'epatite B?
L'patite B è provocata dal virus Hbv, che colpisce il fegato.I sintomi possono essere assenti e nel 10% dei casi, può diventare cronica e predisporre ad altre malattie.

Il vaccino obbligatorio per l'epatite B, viene somministrato con un'iniezione a 3-5 e tra 11 e 12 mesi. Nei neonati la cui madre è  infetta, se ne iniettano 4 dosi:
 alla nascita, a 1 mese, a 2 mesi e tra 11 e 12 mesi.
 Il vaccino può essere sia monovalente che combinato. E' costituito da alcuni frammenti di virus.


Inoltre vi sono:


- Anti varicella

Cos'è la varicella?
La varicella è una malattia esantematica, di origine virale. Si manifesta con macchioline rosse. in rilievo,con vesciche e prurito. Dopo si trasformano in croste.

Il vaccino è disponibile in Italia dal 2002. Ma dal 2009 è disponibile un tetravalente. Vale a dire che, il vaccino della varicella, è associato ai vaccini antimorbillo-rosolia-parotite.
E' possibile vaccinare i bambini tra i 13 e i 15 mesi. Bisogna sottoporli a due dosi, con un intervallo di almeno 6 settimane tra una somministrazione e l'altra. Il vaccino viene iniettato nel muscolo del braccio.


- Anti-pneumococco

Cos'è lo pneumococco?
Lo pneumococco, causa otite, sinusite e polmonite. Inoltre è responsabile di gravi forme di setticemia(infezione del sangue), e meningite(un'infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello).

Per il pneumococco, sono disponibili due vaccini :
- "coniugato": che ha una proteina che ne aumenta l'efficacia
- "eptevalente": protegge sette sottotipi di casi di meningite.Si somministra ai bambini di 11mesi;
Il 23-valente si somministra al bambino che ha più di due anni.

- Anti-meningococco

Cos'è il meningococco?
Il meningococco, è un batterio diffuso in tutto il mondo. Vi sono 13 sierotipi differenti di meningococco. Ma solo i sierotipi A,B,C,W135,e Y sono causa di meningite più frequentemente.

Il vaccino per la meningite, prevede due tipi di vaccinazioni:

- "coniugato"con il sierotipo C e protegge solo contro il meningococco C, che è il più frequente in Italia.
-"polisaccaridico" con i sierotipi A,C,W135,Y; protegge oltre cha dal tipo C anche gli altri tipi, che però sono meno frequenti in Italia.


Ritengo che sia molto importante avere queste spiegazioni.




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I vaccini obbligatori per il bambino Recensita da UBERTI DEBORA il 22 gennaio . Vaccini per il bambino Quali sono i vaccini obbligatori per il bambino Voto: 4,5
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I disturbi più comuni dopo la nascita del bambino.

I disturbi più comuni dopo la nascita del bambino?
Cosa succede alle mamme dopo la nascita del bambino?
Il nostro corpo, quali fastidi può avere?
Da cosa sono dati e perchè ?

Dopo la nascita del bambino, nell'organismo di noi mamme avvengono moltissimi cambiamenti, sia fisici che psicologici.
Questo periodo viene chiamato "puerperio".
I disturbi che avvertiamo, sono dovuti soprattutto alle variazioni ormonali.

I disturbi più comunidopo la nascita del bambino generalmente sono:


- La ferita dell'episiotomia:

Che come tutti sappiamo, è il taglio che viene praticato per favorire la nascita del bambino. Generalmente la sutura inizia a dar fastidio quando i punti "tirano", vale a dire il nostro taglio è in via di guarigione. Per cercare di superare questo fastidio, è molto utile usare la ciambella per sedersi, rende più facile rimanere sedute.

- Le lochiazioni:

Sono le perdite che si hanno dopo il parto. Tramite queste perdite di sangue, l'utero si "pulisce". La lochiazioni, durano all'incirca tre settimane. Saranno abbondanti la prima setimana, ma andranno a diminuire nelle settimane successive.

- Morsi uterini:

Dopo il parto, l'utero comincia a contrarsi per tornare alle dimensioni che aveva prima della ostra gravidanza. Potrebbe provocare qualche dolore al ventre, ma non in tutte le donne succede. Vengono appunto chiamati "morsi uterini". Alcuni studi, ritengono che  si presentano soprattutto durante la poppata. Questo perchè, con la stimolazione del seno da parte del bambino, aumenta l'ormone dell'ossitocina, che determina l'aumento delle contrazioni dell'utero.

- La cicatrice del cesareo:

 Dopo un cesareo,la ripresa per le mamme è un pò più lunga essendo un'operazione chirurgica. I problemi dopo il parto saranno: muoversi, alzarsi da letto, piegarsi, anche il semplice tossire e ridere. La cicatrice del cesareo in una settimana circa, cicatrizza. Necessita una medicazione giornaliera con una garza sterile e acqua ossigenata. E' bene non fare sforzi per favorire la cicatrizzazione del taglio. La zona dell'addome ha bisogno di tempo per tornare alla normale sensibilità.

- Incontinenza urinaria:

 La perdita improvvisa di pipì, nella quotidianità, dopo una risata o  un colpo di tosse. E'  un disturbo comune dopo il parto, oppure non riuscire a trattenere le pipì, quando sentiamo il bisogno di urinare. Questo disturbo è dato dal rilassamento della muscolatura delle pareti della vagina. Bisogna cercare di effettuare esercizi per rafforzare il perineo.
Questo problema, dovrebbe risolversi in un periodo che varia da tre a sei mesi.

- Le emorroidi:

 Potrebbero comparire dopo il parto. I medici consigliano di bere molta acqua , aumentare l'assunzione di fibre e effettuare movimento.

- Sbalzi di umore:

 La voglia di piangere, pessimismo. Per alcune mamme, inoltre vi è la comparsa anche di cefalea, innapetenza, disturbi del sonno. Tutto dipende dagli ormoni, crolla estrogeno e progesterone. Generalmente, si risolve nei primi tre mesi.

- Stanchezza:

 La vita cambia molto, l'allattamento, la mancanza di sonno, le cure di cui il bambino ha bisogno. Per favorire un pò di riposo, è una buona abitudine, se possibile seguire i ritmi di sonno- veglia del nostro bambino. E anche un aiuto esterno, può veramente alleviare la fatica.

- Caduta capelli:

 Anche questo problema. è momentaneo,provocato anch'esso dagli ormoni. E' utile assumere sali minerali e vitamine.


I disturbi che insorgono dopo la nascita del bambino, sono diversi.
Certamente, non in tutte le mamme si manifestano tutti o per lo meno non tutti assieme.
Comunque, è rassicurante sapere che, saranno momentanei.
Personalmente alla nascita delle mie bimbe, ho avuto tutti questi disturbi, tranne la cicatrice del cesareo e i morsi uterini.
Ma passano.
E voi, quali disturbi avete avuto dopo la nascita del vostro  bambino?


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I disturbi più comuni dopo la nascita del bambino Recensita da UBERTI DEBORA il 20 gennaio . Dopo la nascita del bambino quali disturbi? I disturbi dopo il aprto del bambino Voto: 4,5
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Pulizie di casa più facili con Eudorex

Le pulizie di casa sono sicuramente più facili con Eudorex.
Tutti i giorni, sia che siate  mamme casalinghe o mamme lavoratrici, bisogna prendersi cura delle pulizie della casa.
Per cui vedere il risultato, con una minor fatica credo che sia la soddisfazione che tutte ci aspettiamo.
Ultimamente, ho avuto il piacere di ricevere i prodotti Eudorex.
Comprendenti, una serie di panni, per varie mansioni da svolgere giornalmente in casa.
E devo ammettere che, mi sono trovata molto bene.
I prodotti della Eudorex sono panni che hanno fibre poliattive.

Cosa sono le fibre poliattive?

Le fibre poliattive sono tessuti in microfibra, formati al 79% da poliestere e 30% poliammide. I filamenti poliattivi modificati che li caratteristicano, intrappolano lo sporco. E a differenza  della microfibra, hanno capacità drenanti che favoriscono l'asciugatura in breve tempo.

Qui di seguito, vi riporterò, i vari prodotti che mi sono stati spediti e le caratteristiche che hanno.

Ecco i panni Eudorex






 Questo panno Eudorex , è adatto per la pulizia dell'acciaio inox di lavelli e piano cottura, che tutti i giorni, cucinando ci troviamo a dover pulire. Questi panni, hanno una nuovissima innovazione tecnologica, cioè le fibre poliattive. Sono in grado di eliminare completamente calcare, grasso e incrostazioni, senza lasciare aloni .
E dopo l'uso, si può  lavare a 90° in lavatrice.


Questo panno Eudorex , si chiama Sanital e come avrete capito, serve per la pulizia del bagno: sanitari, box doccia, rubinetti e piastrelle.
L'igiene in bagno è molto importante per tutti, ma soprattutto quando si hanno dei bambini, si cerca di fare tutto per il meglio. Sanital è in grado di eliminare il 99% dei batteri presenti nel nostro bagno. E lo trovo molto utile anche per la pulizia dei box doccia, soprattuto per chi ha l'acqua molto calcarea e che tende a lasciare traccia sui box doccia dopo l'uso.



Questo panno Eudorex, invece serve per la pulizia dei vetri, che troppo spesso ci ritroviamo a dover fare. Dico così, perchè non amo moltissimo farlo...ma devo. Questo è comunque molto utile, per la sua incombenza, rimuove lo sporco e l'unto, anche solo con l'acqua. Oppure con il detergente apposito. E' utile anche per la pulizia di specchi e cromature.





L'ultimo panno Eudorex del quale voglio parlarvi ci serve per la pulizia dei pavimenti. Pulisce senza lasciare aloni. Pavimenti come gres, cotto, marmo e maiolica. Per lasciare un pavimento pulito in poco tempo.

Ho trovato molto interessanti e soprattutto utili questi panni della ditta Eudorex. Visto che le pulizie di casa sono all'ordine del giorno. E allora perchè non cercare di risparmiare un pò di fatica, con un buon risultato?
Cosa ne pensate?


Se vi interessano visitate il sito :

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Pulizie di casa più facili con Eudorex Recensita da UBERTI DEBORA il 16 gennaio . Pulizie di casa con Eudorex Panni Eudorex per la pulizia della casa Voto: 4,5
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Libri per bambini Sassi junior

Libri per bambini della Sassi junior.
Questa collana di libri della Sassi junior, è la prima collana dedicata all'ecologia, stampata con inchiostri ecologici, su carta ottenuta da foreste sostenibili.
I protagonisti di questa collana della Sassi junior, sono due divertenti bambini Nina e Nello.
Con le loro simpatiche avventure insegnano ai bambini i valori dell'ecologia, avvicinandoli alla natura, facendo sì, che la possano rispettare e amare.
Legge è importantissimo e credo che sia fondamentale trasmetterlo ai nostri figli.

Vi sono diversi titoli per questa collana riguardante Nina e Nello:

- La carta di giornale
- L' onda del mare
- La bicicletta
- Il bosco
- La mucca Serena

Ma oggi grazie all'invio ottenuto, ho il piacere di presentarvi:

 L'orticello




Nina e Nello stanno aiutando il nonno nell'orto.
Seminano l'orto e poco dopo si accorgono che degli uccellini, stanno vanificando il loro lavoro.
Cercano di mangiare i semi appena seminati.
Dunque, molto astutamente Nina e Nello si danno da fare per costruire uno spaventapasseri.
Non un semplice spaventapasseri, ma una vera donna vestita con gonna, cappello e collana, alla quale danno il nome di "Mamma Paglia".
I giorni seguenti, Nina e Nello annaffiano e strappano le erbacce dalla loro coltivazione.
Il loro lavoro, viene premiato dalla nascita di bellissime piantine, che porteranno ad avere delle verdure.


 In fondo al libro, potete trovare questa bellissima filastrocca :

Verde è l'insalata,
marrone è la patata,
rosso il pomodoro,
vale come l'oro.
Viola la melanzana,
sembra una campana.
Un pò amaro è il radicchio,
la carota è dolce e la rosicchio.



 Questo libro insegna ai bambini a coltivare l'orto, trattando le verdure con metodi naturali, senza antiparassitari e concimi chimici.
Insegna che, un seme, per diventare una piantina ha bisogno di terra, acqua, luce e tempo.



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Libri per bambini Sassi junior Recensita da UBERTI DEBORA il 15 gennaio . Libri ecologici per bambini Libri della Sassi junior per bambini Voto: 4,5
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Neonato con gli occhi azzurri gli resteranno?

Il nostro neonato alla nascita ha gli occhi azzurri, gli resteranno?
Quanto bisogna aspettare, per sapere se gli rimangono gli occhi azzurri?

Il colore azzurro o grigio-azzurro che hanno gli occhi del neonato alla nascita, in casi rari è il colore definitivo che manterrà crescendo.
Fino ai 6 mesi di vita, non ha ancora ben formato lo strato della pigmentazione della colorazione , che decide il colore degli occhi.
Dopo i 6 mesi, particolarmente all'interno dell'iride, si definisce il colore.
Si sovrappongono due strati:
-uno più profondo che determina la colorazione chiara dell'occhio, dato da un ridotto contenuto di melanina
- uno superficiale che determina i colori più scuri.


Questo processo, si avvia appunto dal sesto mese e nella maggior parte dei casi definisce il colore scuro, il più comune il marrone.

La colorazione definitiva dell'occhio è determinata dal corredo cromosomi ereditario dei genitori.

Il corredo cromosomico dei genitori contiene tutte le caratteristiche fisiche del neonato.
In riferimento al colore degli occhi, se il neonato eredita dalla mamma l'informazione "occhi scuri" che è il gene dominante e dal padre "occhi chiari" che è il gene recessivo , da grande il bambino avrà gli occhi scuri dato dalla dominanza del gene dominante su quello recessivo.
Solamente se tutti e due i genitori hanno geni ereditari con "occhi chiari", la tonalità definitiva degli occhi del bambino saranno chiari.

Vi è una teoria dell'antropologo Desmond Morris, che sostiene che, la colorazione azzurra degli occhi del neonato corrisponde a uno strumento dato dalla natura al cucciolo di uomo.
Questo per attirare l'attenzione della madre, e ottenere più attenzioni, favorendo la probabilità di sopravvivere.
Molto interessante è sapere che le pupille(cioè i cerchietti scuri che si trovano al centro dell'occhio), reagiscono come un diaframma fotografico, restringendosi di fronte a una luce intensa, e si dilata in penombra. Questo studioso, ritiene che le pupille tendono ad aumentare di volume quando si provano determinate emozioni, per esempio se guardiamo qualcosa che ci piace.
Solo dopo il sesto mese, quando il neonato ha meno bisogno di cure e protezione del genitore, gli occhi diventano scuri, se il patrimonio genetico lo prevede.

Trovo questa spiegazione molto interessante.
I vostri bambini come hanno gli occhi.
Giada ed Elena hanno gli occhi   grigio azzurri, questo perché secondo la spiegazione appena scritta, i nostri geni ereditari erano "occhi chiari".


Neonato con gli occhi azzurri gli resteranno Recensita da UBERTI DEBORA il 13 gennaio . Gli occhi azzurri del neonato I neonati alla nascita hanno gli occhi azzurri gli resteranno Voto: 4,5
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Perchè il primo trimestre di gravidanza è a rischio.

Perchè il primo trimestre di gravidanza è a rischio?

Abbiamo sempre sentito dire di aspettare almeno i due mesi di gravidanza, per gridarlo al mondo intero. Per incominciare a comperare il corredino per il neonato.
Che ci si creda o no, in ogni modo si è influenzati da queste dicerie. Scaramanzia?
Certo. Personalmente a parte i famigliari, il resto lo ha saputo dopo il secondo mese.


Ma ora, mi preme parlare del perchè il primo trimestre di gravidanza è a rischio.

Il primo trimestre di gravidanza è particolarmente a rischio, perchè vi sono nel nostro corpo dei cambiamenti .
Qui  cambiamenti, che daranno vita al nostro bambino.
Sono dati dall'annidamento dell'uovo fecondato nella parte interna dell'utero e dalla formazione degli organi del feto, dal punto di vista strutturale(organogenesi).

Nel primo trimestre di gravidanza, si ha maggior rischio di aborti spontanei , per cui è buona norma avere un comportamento preventivo.
Dopo il primo trimestre di gravidanza, le complicazioni e i rischi si abbassano , questo perchè il feto è ormai formato e può affrontare meglio i vari problemi che si possono verificare nel corso della gravidanza.


COME SI FORMA IL FETO NEL PRIMO TRIMESTRE DI GRAVIDANZA

Nel primo mese:

Le cellule dell'embrione si dividono in tre strati che daranno vita al corpo del bambino.
Lo strato interno, darà vita agli organi interni( polmoni,fegato,tiroide,pancreas ecc.)
Lo strato medio, darà vita allo scheletro, al cuore, (che batte già alla terza settimana), ai muscoli,ai reni,alla milza vasi sanguigni e lo strato più profondo della cute: il derma.
Lo strato esterno, darà vita alla pelle, alle ghiandole,alle unghie,capelli, colore degli occhi.

Dopodichè, inizieranno a svilupparsi cervello e midollo spinale, si delineano la forma del volto e si formano le gambe, le braccia. Si formano anche le dita di piedi e mani.
Alla fine del terzo mese il feto è formato.
Successivamente il bambino crescerà.

Le precauzioni che tutti i medici consigliano generalmente sono:

- ridurre fumo, alcool e droghe naturalmente;
- non eseguire esami medici invasivi e radiografie;
- non contrarre in gravidanza la rosolia e la toxoplasmosi.


Queste sono le più importanti motivazioni per il quale il primo trimestre è più rischioso.


 
Perchè il primo trimestre di gravidanza è a rischio Recensita da UBERTI DEBORA il 10 gennaio . Primo trimestre di gravidanza Perchè il primo trimestre è il più rischioso Voto: 4,5
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Il pronto soccorso emozionale neonatale di Eva Reich

Quando ho incontrato, o per meglio dire conosciuto non di persona ma tramite internet il centro Studi Eva Reich, ne sono subito rimasta colpita. Di questo suo lavoro, riguardante il massaggio "farfalla" nel bambino. Infatti in un precedente post ne ho parlato. Oggi invece, vi faccio conoscere una sua intervista, o per meglio dire una vera e propria testimonianza. Questa testimonianza riguarda il pronto soccorso neonatale emozionale.
Ne avete mai sentito parlare?
Prima di conoscerla nemmeno io.
Secondo la sua "teoria", chiamiamola così, perché poi si tratta più di pratica, se il parto è stato traumatico, bisogna ristabilire fra madre e bambino un'"intesa" o flusso bio emozionale come lo chiama Beatrice.
Ma non vi lascio sulle spine e vi faccio leggere .




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Il Pronto Soccorso Emozionale neonatale con il Massaggio Bioenergetico Dolce Neonatale di Eva Reich
autrici: Silja Wendelstadt psicologa, psicoterapeuta, fondatrice del CENTRO STUDI EVA REICH Beatrice Casavecchia, psicologa, orgonoterapeuta, direttrice del CENTRO STUDI EVA REICH ANCONA



Il massaggio dato al neonato e alla madre nei primi giorni, settimane e mesi dopo la nascita promuove la salute nel rapporto madre-neonato e previene la patologia.
Se la nascita è stata traumatica il massaggio può ristabilire l'interrotto flusso di energia bio-emozionale nel neonato, nella madre e tra loro.




Il caso di Giulio e Lucia, curato con il massaggio bioenergetico di Eva Reich, ne è una testimonianza
Incontro Lucia e Giulio in un gruppo di yoga per il post-partum dove davo una dimostrazione del baby- massaggio bioenergetico.


Giulio (2 mesi), nelle braccia della madre, stava in una posizione, tesa, innaturale, con la schiena inarcata all'indietro. Sembrava che si spingesse lontano dalla madre, non volesse vederla, e la madre, in quella posizione, non poteva guardarlo negli occhi; era difficile reggerlo tra le braccia e non farlo cadere.

Il primo incontro di terapia bioenergetica: la madre, Lucia, viene al "Pronto soccorso emozionale neonatale" del Centro Studi Eva Reich, per una prima seduta di massaggio neonatale bioenergetico. Giulio, INARCANDOSI fortemente, SI SPINGE costantemente lontano dalla madre.
La madre è disperata. Dice di sé che è una "ex-anoressica", come per dire che è colpa sua.

La storia del parto: il bambino doveva nascere con un parto podalico e la madre voleva che nascesse per via vaginale e non, come si usa adesso, in caso di posizione podalica, con taglio cesareo. Durante il parto, nella fase di espulsione, dolorosissima, una mano messa di traverso impediva l'uscita del bambino e fu deciso il taglio cesareo all'ultimo momento. Il bambino è nato asfittico, blu e contratto e lo hanno portato subito via.
La storia post-partum: la madre lo ha visto solo dopo 3 giorni. Quando lo ha visto per la prima volta dopo la nascita, il bambino stava sotto una "campana", pieno di elettrodi. Lucia si sentiva piena di rabbia e di odio e incoscamente lo ha rifiutato. Soltanto dopo un po', quando lei ha toccato Giulio con un dito sul sopracciglio, e lui ha accennato un sorriso, lei si è sentita riconosciuta dal bambino e si è stabilito un primo legame.
Furono dimessi dopo otto giorni. Giulio inarcava costantemente la schiena e la testa non riusciva a reclinarsi in avanti. Alla TIN (terapia intensiva neonatale), alla domanda della madre se si trattava di un danno neurologico o muscolare, le rispondevano che era neurologico e la madre pensava che fosse irreversibile e si sentiva in colpa. Dopo un mese e dieci giorni Giulio fu di nuovo ricoverato con una bronchiolite, e messo sotto tenda di ossigeno per una settimana. Giulio continuava a stare con la schiena inarcata.
Alla madre venivano dati degli esercizi di gioco da fare con il bambino, ma non riuscendo a farglieli fare nel modo giusto e si sentiva ancora più frustrata.




"POSSO FARE QUALCOSA PER LUI! MI ASCOLTA!"
Eravamo disposti per terra sui materassi. Lucia era tesa ed esausta e per questa ragione riceveva lei per prima, il dolce massaggio bioenergetico. Le dicevo che dopo aver conosciuto su di sé l'effetto unificante ("mi sento integra!") e rilassante del massaggio, lei lo avrebbe potuto dare al bambino con il mio aiuto. La invitavo ad esprimere con un suono "aaah" prolungato le sensazioni di piacere che avrebbe provato. Questo sospiro lungo, sonoro, della madre non solo rilassava lei stessa, ma faceva anche un effetto visibilmente rilassante sul bambino.
Per mostrarle l'effetto del contatto delle dita sulla pelle del bambino, ho toccato leggermente le spalle del bambino. Il bambino restava come meravigliato, trasognato, come in ascolto di una profonda sensazione, mentre io sentivo, sotto le mie dita, sciogliersi i muscoli delle sue spalle.
Quando la madre si è sentita pronta ha detto: "ora faccio io il massaggio a Giulio". Seduta eretta, con me alle spalle, con calma e guidata da me, ha iniziato i movimenti del massaggio e ha sentito le spalle del bambino rilassarsi. Questa sensazione le ha procurato sicurezza e ha detto: "posso fare qualcosa per
Giulio!”
Dopo il massaggio il bambino piangeva. Ho chiesto alla madre di tenerlo dolcemente stretto tra le braccia, di camminare dondolandolo e di parlargli del parto guardandolo negli occhi. Questo era possibile ora, perché il bambino era meno inarcato indietro. La madre, profondamente commossa, ha cominciato a parlare a Giulio del parto e di quanto aveva sofferto e quanto lo aveva fatto soffrire e che questo le dispiaceva e le dava un senso di colpa. Gli diceva quanto era stata una brutta esperienza. E poi ha detto: "ma ora sei vivo ed io sono felice con te e tu con me". In quel momento il bambino ha interrotto il pianto. La madre ed io abbiamo avuto la precisa sensazione che lui stesse capendo le parole. Ciò che il bambino capiva, mi sembrava, era che ora lei era felice che lui c'era e che stavano insieme dopo la lunga separazione dell'incubatrice. Fino allora non aveva mai parlato a nessuno con tanta commozione del parto doloroso. Dopo un po' il bambino si è addormentato profondamente. Ai genitori abbiamo consigliato di massaggiare il bambino tutti i giorni a casa, all'ora del bagnetto, e di non scoraggiarsi se non si sentivano molto abili



2. seduta: "MI GUARDA!"
Una settimana dopo sono andata a casa di Giulio e di sua madre, Lucia, e c'era anche il padre e il fratello più grande di 4 anni.
Ci siamo messi sul tappeto nella stanza da letto dei bambini. Giulio inarcava di meno la schiena ma era ancora difficile captare il suo sguardo. Faccio il dolce massaggio bioenergetico alla madre. Mentre le mie mani sono in contatto con il suo corpo, lascio fluire le mie parole, in contatto con le mie mani e con il suo corpo e le parlo del suo corpo, di ciò che le mie mani sentono, delle sue paure, delle sue speranze. Parlo alla sua energia.
Il marito è presente e ascolta e a volte mi aiuta: mentre faccio i movimenti a un braccio, lui li fa all'altro, in sintonia con me. E' musicista. Toccare è come suonare uno strumento. Anche qui la scioltezza delle mani e l'equilibrato movimento fanno il tono. Si può diventare virtuosi.
Il bambino giace vicino, guarda quasi immobile, come per ascoltare dentro, "sintonizzato" e piange quando parliamo del taglio cesareo. Di nuovo tutti e tre abbiamo la sensazione che il bambino ci comprende. Ci scambiamo le parole, portate sulle onde dell'energia. Il nostro chiacchierare allegro è terapeutico: non intervengo con consigli, ma in contatto con la madre lascio fluire le parole e le sensazioni.
Il massaggio della madre è finito e la madre desidera darlo al bambino. Sta seduta per terra, appoggiata al corpo del marito, che le fa da sostegno. Tra le gambe divaricate, giace il suo bambino, per terra, su una coperta morbida.
Il bambino accetta il massaggio, si presta, gode, ascolta il flusso delle mani della madre sulla pelle e risponde con movimenti sempre più deliziati. Anche la voce tranquilla della madre, che nomina le varie parti del corpo, lo tocca, lo avvolge. Visibilmente la madre inizia a sentire il piacere dei propri gesti, che diventano più morbidi, più esperti. I gesti della madre, fatti con piacere sono quelli che piacciono di più al bambino. La madre li fa con delle lunghe espirazioni sonore, che possono diventare un ritmo e un canto. Tutto il sistema corporeo del bambino sa armonizzarsi con questo flusso di sensazioni dolci di movimento, di tatto e di suoni.
Ora, quasi per combinazione, gli occhi del bambino toccano gli occhi della madre: "mi guarda!" esclama la madre, con un suono che non dimenticherò. Si erano incontrati. Gli occhi del bambino si erano attaccati agli occhi della madre e, come attraverso un cordone ombelicale di energia, si nutrivano reciprocamente attraverso gli occhi come due innamorati. Era come un riconoscersi, un attimo (gli occhi sono organi di senso emozionali). La madre voleva ancora guardare negli occhi di Giulio. Le ho detto che bastava questo breve contatto spontaneo e che non era necessario forzarlo perché gli occhi di Giulio l'avrebbero cercata ancora e bastava cogliere l'attimo. Gli doveva lasciar tempo per riosare, riscoprire, per rifarlo.




La terza seduta :"MI SORRIDE, MI FA I VERSI"
La seduta veniva ripetuta a casa di Lucia con il marito e Giulio. Questa volta il bambino non faceva più l'arco indietro con la schiena. Lei riferisce che lo fa ancora quando gli dà il biberon, perché lei era anoressica e quindi anche lui doveva, secondo lei, avere problemi di cibo. Invece io credo che Giulio si sintonizzi sulle sue preoccupazioni e il suo senso di colpa di essere "ex-anoressica". Giulio la guardava negli occhi, durante il massaggio, sorrideva, faceva i versi, e la madre rispondeva divertita e rassicurata. Lucia mi ha chiesto una quarta seduta nel mio studio, prima della visita di controllo della quale aveva paura. Ma alla quarta visita il bambino stava così bene che non lo aveva portato neanche con sé.
Ha dimenticato di telefonarmi dopo la visita medica di controllo al TIM, che era stata, come ha detto lei, "un trionfo".
Più tardi mi ha detto che "il trionfo" consisteva nel fatto che le psicologhe notavano che lei "teneva bene in braccio" Giulio e che Giulio superava brillantemente i test di deficit sensoriale. Alla fine di questa visita le psicologhe hanno battuto le mani per congratularsi con la madre.

Ho rivisto Giulio quando ha compiuto un anno. Camminava e mi veniva vicino, si fermava per guardarmi con due occhi profondi che mi toccavano il cuore, come se mi conoscesse. Giulio era dolce e vivace e, in questo precario equilibrio dei suoi primi passi, perfettamente equilibrato.
C'è un periodo dopo la nascita in cui la madre e il bambino sono molto sensibili. Facilmente il loro sistema bio-emozionale di comunicazione può essere disturbato ma è anche relativamente facile ristabilire il flusso di energia (il bonding) tra loro. In questo modo si interrompe il "circolo vizioso" tra madre e bambino, in cui il bambino è teso e preoccupa la madre, la preoccupazione della madre rende più teso il bambino, la madre ha più paura, il bambino si innervosisce ancora di più.... e cosi via. Il nostro "Pronto soccorso emozionale" è stato istituito per poter interrompere subito questo circolo vizioso.
In questo stato di apertura, come è il periodo sensibile, sembra che qualcosa di particolare avvenga quando la madre riceve l'intenso contatto ritmico e rilassante del massaggio bioenergetico. Il piacere e il calore del contatto stimolano in tutte le cellule la libera pulsazione bioenergetica, autoespressiva nella madre. Sembra che antichi schemi affettivi-motori, bloccati nel passato (sin da quando lei era a sua volta bambina), possano ora essere stimolati a sciogliersi nel rapporto con il proprio neonato. Come se la natura stessa volesse, in questo momento particolare, mettere a disposizione della coppia madre-neonato tutto il suo potenziale di auto-guarigione. Sono dei momenti tra guarigione e sacralità.
La madre, "ex-anoressica", poteva scoprirsi, con il nostro aiuto, "madre sufficientemente buona" e nutriente e poteva, probabilmente, in quel momento, incontrando il suo amore per Giulio, superare antichi blocchi nel proprio equilibrio bio-emozionale.
L'aiuto non viene da parte di chi analizza e dà consigli, ma da parte di chi intuisce la natura delle dinamiche della coppia madre-neonato e sa stare CON loro con empatia.
Questa capacità di intuito empatico e di "essere semplicemente con" e questo bisogno di proteggere, sono qualità insite non solo nella natura umana: gli elefanti lo fanno e i delfini adulti proteggono le femmine con i loro neonati. Quando la perdiamo ne soffriamo profondamente e sentiamo di aver perso
l’orientamento: fortunatamente possiamo ritornare dentro di noi e attingere da questa nostra risorsa innata nella consapevolezza che questo tocca la parte più spirituale e vitale dell’essere madre e del bambino. In questo può realizzarsi il nostro vero aiuto.





BIBLIOGRAFIA
Amelie Auckett, Massaggio per i vostri bambini, con introduzione di Eva Reich, RED 1987.
Condon,W./ Sander L., Neonate movement is synchronized with adult speech, Science 183, 1974 Georges Downing, Il Corpo e la Parola, Astrolabio 1995
Thornas Harms, su: "L'economia sessuale di Wilhelm Reich e la sua rilevanza per la ricerca moderna sui neonati" in: Tesi di diploma in psicologia, Freie Universitaet, Berlin 1993.

A. Montagu, Il linguaggio della pelle, Vallardi, 1989.
Marshall H. Klaus and John H. Kennel, Maternal Infant Bonding, Mosby 1965 (sul periodo sensibile") 



Credo che questa testimonianza sia bellissima e voi cosa ne pensate?

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Come togliere il ciuccio al bambino

Oggi vi voglio parlare di un argomento delicato che lo è stato anche per me cioè togliere il ciuccio.
Come togliere il ciuccio al bambino?
Quando togliere il ciuccio?








Togliere il ciuccio è sempre un grosso passo.
Non è mica una domanda da poco, anzi da un milione di dollari.
Sapeste quante volte me lo sono chiesto e soprattutto mi sono promessa di togliere il ciuccio  a Giada.
Ma in realtà il vero problema è che aveva due di ciucci, non uno.
Un ciuccio in bocca e l'altro lo strofinava sul suo piccolo nasino.
Il 2013, per lei e per noi ha avuto una svolta in proposito, sì perché il ciuccio abbiamo deciso che la notte fra il 5 e il 6 Gennaio, lo davamo alla Befana in cambio delle calze.
Naturalmente non l'ho trovata molto favorevole a questo proposito, ma la conformazione che stanno prendendo i suoi denti, mi hanno spinto a far prendere il ciuccio dalla Befana.
Dovevo approfittare di questa ultima occasione, visto che, prima l'avevamo promesso a Babbo Natale e l'appuntamento con l'"addio" è stato rimandato.
Come primo giorno e soprattutto prima notte, sono sincera, è stata molto brava. Certo lo cerca e piange un pochino, ma il ciuccio non può più essere restituito.
Anche per noi è arrivato il momento di togliere il ciuccio.

Ormai è partito assieme alla Befana, che lo ha portato ai bambini più piccoli che ne hanno bisogno.
Vediamo come procede l'astinenza da ciuccio in questi giorni, sperando che vada sempre in meglio e non in peggio.
Certo vederla un po' tribolare mi intristisce, perché capisco che gli manca, ma fondamentalmente lo sto facendo per il suo bene. Tutto sommata, sta reagendo anche bene, senza fare troppe storie, anche se sospira un po'!
Elena ha pensato bene di dirgli che, quando è grande glielo compera lei un ciuccio, carina! Amore di sorella!
Ho aspettato fin troppo, ormai ha 4 anni , e oltretutto non lo prendeva solo per dormire, ma anche durante il giorno. Anche se all'asilo non lo portava.
La notte sostanzialmente , una volta che si addormentava lo perdeva e a volte si svegliava cercandolo.
Per ora non ha voluto sostituire niente al posto del ciuccio, per esempio un pupazzo che gli faccia compagnia. Vedremo, ma fondamentalmente non ha messo in bocca nemmeno il dito.
Starò a vedere e vi tengo aggiornati.
E' ancora presto per parlare.
Di certo, non farò l'errore di riproporglielo.


I consigli che vi scrivo in proposito, sono puramente personale, dati da quello che non sono riuscita a fare  e che se forse li avessi messi in atto, ora tribolerebbe meno, forse....

1) Fategli usare il ciuccio il meno possibile, più crescono, più ci si attaccano;
2) Cercate di farglielo prendere solo per dormire, il giorno quando uscite, fateglielo lasciare a casa;
3) Se siete fortunate ne usa solo uno, quello per il naso non gli serve;
4) Quando decidete di toglierglielo, fatelo  sparire non cercate di limitare le ore o l'uso, altrimenti il vizio non lo perderanno.

Aspettando l'evolversi di questa situazione un po' spigolosa vi terrò informati.

E voi con i vostri bambini, come vi siete comportati per togliere il ciuccio?


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Come togliere il ciuccio Recensita da UBERTI DEBORA il 07 gennaio . Ciuccio Come togliere il ciuccio al bambino Voto: 4,5
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Intervista con la psicologa evolutiva Francesca Lesmo

Ringrazio Francesca per l'intervista che mi ha rilasciato, e che vi riporto in questo post.
Sicuramente è una testimonianza che va ad arricchire il mio blog, che vede approffondire diversi argomeni che trovo interessani e anche molo importanti. Lei è una psicologa del'età evolutiva, comprese le età fra i 0-18 anni. Per cui riguarda un pò tutte le fasce di età del bambino, fino a raggiungere la maggiore età.
Questa intervista la trovo molto interessante, di seguito ve la riporto, ringraziandola di nuovo.
Non mancheranno altri approfondimenti e se avete bisogno di rivolgergli qualche domanda, riguardamte qualche argomento del vostro bambino che vi sta a cuore, scrivete pure, farò da intermediaria.





Buongiorno a tutti i lettori e grazie a Debora per quest’intervista. Sono la dottoressa Francesca Lesmo, psicologa clinica specialista dell’età evolutiva (0-18 anni), iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia con il numero 15019. Mi sono laureata in prima battuta all’Università degli Studi di Milano Bicocca e ho completato la formazione specialistica all’Università degli Studi di Bergamo. Costantemente alla ricerca del miglioramento professionale, attualmente approfondisco la mia formazione con una Scuola di Specializzazione in psicoterapia psicoanalitica dell’età evolutiva.
Esercito l’attività professionale nel mio studio, a Bergamo; ricopro il ruolo di consulente psicopedagogica in una scuola dell’infanzia e collaboro attivamente con la neuropsichiatria infantile degli Ospedali Riuniti di Bergamo. Intervengo nelle scuole di ogni ordine e grado con attività di consulenza educativa, serate a tema, supervisione del gruppo insegnanti, gruppi per genitori.
Con il progetto Spazio alle Mamme! ho voluto creare una serie di gruppi per le mamme, con le mamme; il particolare momento della nascita di un figlio rivoluziona completamente l’esistenza, fa sentire spaesate, confuse e sempre piene di dubbi. Inizia, con la nascita di un figlio, un’avventura lunga tutta la vita. Ritrovarsi nel gruppo permette di condividere gioie e dolori, fatiche e risorse; permette di non sentirsi giudicate e di vivere il più serenamente possibile l’avventura della maternità.

1)Perché rivolgersi ad una psicologa dell’età evolutiva per il proprio figlio?



Se tuo figlio o tua figlia ti preoccupa perchè…



- È ingestibile
- Ha difficoltà a dormire o a mangiare
- Ha ricominciato a fare la pipì a letto
- Ha paure che sono diventate difficili da affrontare
- Ha problemi scolastici
- Sta attraversando un momento particolare di crescita
- È preoccupato o triste
- Ti sembra sofferente
- È aggressivo
- È vittima di bullismo
- Ha dei dolori fisici ma gli esami clinici sono tutti negativi
- Ti sembra diverso dagli altri
- Non rispetta le regole
- È sempre distratto
- Sta attraversando la vostra separazione
- Gli insegnanti segnalano qualche problema di ordine emotivo


Aiutarlo è importante perchè può migliorare sensibilmente la sua vita. Accogliere il suo disagio, non lasciarlo nell'indifferenza, è il più grande regalo che possa ricevere.

2)Perché rivolgersi ad una psicologa dell’età evolutiva per un adulto?


Quando nella vita si affrontano cambiamenti importanti o eventi che rivoluzionano l'equilibrio, mettendo in crisi le strategie che fino a quel momento hanno permesso di affrontare la quotidianità, spesso ci si sente preda delle circostanze e non si percepiscono più le proprie risorse.
Quando nella vita le emozioni negative hanno il sopravvento e limitano, parzialmente o del tutto, il benessere, impedendo di realizzare il proprio potenziale, la frustrazione aumenta a dismisura, generando un circolo vizioso.
Quando la situazione globale è di benessere generale, ma si ha bisogno di prendere una decisione importante o di fermarsi un attimo a riflettere, allora un professionista può favorire la lucidità di pensiero, far emergere le risorse e aiutare a focalizzare l'obiettivo. Perchè una specialista dell'età evolutiva per tutto questo? Perchè "il bambino è il padre dell'uomo", così scriveva Freud, ad
indicare che le radici di ciò che siamo trovano fondamento nelle nostre esperienze e riflessioni infantili. Ecco perché il dialogo e la riflessione sull'oggi non possono prescindere da un pensiero sul passato.



3)Perché sono importanti i gruppi per le neo mamme?



La nascita di un bambino è fondamentalmente un incontro: per la prima volta la mamma abbraccia il suo piccolo e il bimbo riconosce la sua mamma.
Dal concepimento sono ormai passati mesi, durante i quali, piano piano, nella testa della mamma si è formata l’immagine di suo figlio: lei si guarda il pancione e vede già il bimbo, ne delinea i tratti del viso, ne intravede la forma delle mani, disegna i suoi piedini.
L’attesa è il periodo dell’immaginario; il bambino che cresce dentro la pancia della mamma si sviluppa piano piano anche dentro la sua testa.
Quando viene il momento del parto, però, la realtà entra prepotentemente in scena: il dolore accompagna il passaggio alla vita e, in qualche modo, è già uno shock. Ed è qui che avviene il primo vero incontro, spesso difficile.
La mamma, finalmente, si trova tra le braccia il piccolo tanto aspettato e non lo riconosce: le sembra brutto, spesso, e il suo visino corrugato non esprime propriamente la gioia di essere venuto al mondo.
Per la mamma la fatica dell’incontro con il bambino reale, che è inevitabilmente diverso da quello immaginato, arriva al rientro a casa, quando si trova a tu per tu con il nuovo esserino che le sconvolge i ritmi e i pensieri.
La maggior difficoltà sta nella pazienza di conoscersi passo dopo passo, di imparare ad amarsi e a capirsi. Un neonato è dispotico ed egoista, chiede il totale asservimento a sé e la mamma si trova a non capacitarsi di come le sue fantasie potessero essere tanto rosee e lontane dalla concreta realtà.
Il progetto di accompagnamento al primo anno di vita del bambino trae le sue origini dall'idea, maturata dopo anni di lavoro con le mamme e i loro bambini, che attualmente le coppie si sentano sempre più sole nell'affrontare il difficile compito di diventare mamme e papà e di crescere il loro bambino nel modo più sereno possibile. Spesso i neogenitori si sentono inesperti e impreparati a risolvere le piccole o grandi difficoltà che lo sviluppo del piccolo comporta. Risulta di fondamentale importanza, anche per la prevenzione di fenomeni importanti come la depressione post partum, che le neomamme trovino uno spazio in cui potersi confrontare con tra loro e con una psicologa esperta, per essere sostenute nel percorso di crescita.


Ecco la nostra chiaccherata è finita, spero l'abbiate trovata interessante, cosa ne pensate?<
Intervista con la psicologa educativa Francesca Lesmo Recensita da UBERTI DEBORA il 04 gennaio . Intervista Parla psicologa educativa Francesca Lesmo Voto: 4,5
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Aspettando la Befana

Aspettando LA BEFANA... eh sì tutte le feste sono ormai passate, il Natale, Il Capodanno, tutto ok?


Per noi sì, Babbo Natale è stato generoso con Giada ed Elena, portando quello che gli avevano richiesto naturalmente, il Capodanno in un attimo è volato via. E' lunghissima l'attesa e la preparazione di queste feste e in un attimo passano.
Adesso aspettiamo la   Befana e nel frattempo cantiamo questa filastrocca

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte, il vestito alla romana,
viva viva la Befana.

 

Semplice, ma carina e mi ricorda tanto quando da bambina mi divertivo a cantarla.



Ho un ricordo bellissimo della festa della Befana, all'incirca sei o sette anni fa, non ricordo con precisione, mi vestivo da Befana. Con mia suocera, facevamo il giro del passe camuffate da Befana, e portavamo le calze e i regali che i genitori il giorno ci portavano, assieme a una lista di marachelle, che gli elencavamo. Ricordo lo stupore dei bambini nel sentire quello che gli dicevo, riguardo le cose che avevano combinato. Sgranavano gli occhi chiedendosi"Ma come fa a saperlo?" "Allora è vero che  ci sente quando facciamo i capricci".
E' stata un'esperienza piacevole e al tempo stesso divertente. Peccato non poterla più fare i bambini di quegli anni sono cresciuti, alcuni ci hanno scoperto, altri forse ancora non lo sanno...
Non è più possibile travestirci, non ci sono più bambini piccoli, il paese ha pochi abitanti, e questa avventura è arrivata a "the end".


Il tempo purtroppo non è dei migliori non ci aiuta piove, le nostre giornate sono lunghissime, ma qualcosa da fare lo troviamo.

Aspettiamo di attaccare le calzine al camino, qualche pezzo di carbone non deve mancare, vedremo.

 Voi state aspettando la Befana con i vostri bambini?

In fondo quando siamo bambini è bellissimo aspettare Babbo Natale e la Befana. Bisogna cercare di svelargli il più tardi possibile la verità in proposito, la magia e l'atmosfera che creano nei bambini, nella loro attesa e nei loro occhi è impagabile.

Se potessi tornerei indietro nel tempo, per rivivere questi momenti un misto fra paura,agitazione e felicità.

E voi che ricordi avete della vostra infanzia riguardanti la Befana?



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Aspettando la Befana Recensita da UBERTI DEBORA il 02 gennaio . La Befana La Befana Voto: 4,5
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